by René Manusardi ©
Criminologo neuromeditativo
Quindi, la criminologia neuromeditativa rappresenta un lavoro su sé stessi, necessario a far emergere attraverso le tecniche neuromeditative (TNM) quelle strutture della coscienza che poi saremo in grado di usare ampiamente nell’indagine investigativa, per risolvere più agevolmente e più profondamente i casi criminosi. In un prossimo articolo parleremo della coscienza la quale - a differenza della mente, al di sopra della mente, oltre la mente, ma come la mente pienamente inserita nella corporeità e funzionante per mezzo dell’attività cerebrale - rappresenta a nostro modesto avviso, la meravigliosa “riscoperta” che le neuroscienze hanno saputo donare al genere umano. Una riscoperta che analizzeremo più avanti.
Riguardo il contenuto proprio della conoscenza, Aristotele ne identificò due percorsi: il più alto è l’intellectus ossia l’intuizione intellettuale (denominata percezione intuitiva dall’esperienza meditativa socioclinica), mentre in seconda posizione sta la logica formale, di cui Aristotele stesso è stato il primo teorizzatore in Occidente.
Per farsi un’idea delle differenze tra intuizione e pensiero logico, così scriveva il premio Nobel Max Planck, pioniere della fisica quantistica nella sua Autobiografia: “Quando nel campo della fisica il pioniere cerca la strada a tentoni, deve possedere un’immaginazione vivida, intuitiva, perché le nuove idee non nascono per deduzione, ma attraverso una immaginazione artisticamente creativa” (Planck 1956).
Ancora prima, il luminare dell’istruzione inglese F.C. Happold, così asseriva: “Le più grandi scoperte in ogni campo della conoscenza trovano la loro origine nelle intuizioni di uomini di genio. Attraverso l’intuizione essi vedono, talvolta in un flash, cose che gli altri uomini non hanno mai visto; riescono a scorgere relazioni che altri non hanno afferrato, fra fenomeni apparentemente isolati; raggiungono conoscenze che non avrebbero potuto ottenere in nessun altro modo. Come possano nascere questi lampi d’intuizione, è difficile dirlo. Nel processo dell’analisi logica e della deduzione, la mente passa da un punto all’altro, compie un determinato sforzo e gli stadi del pensiero possono essere analizzati. Invece, i lampi d’intuizione si presentano spesso come una specie di rivelazione che proviene dall’esterno. La mente, spesso in uno stato di passività, compie un balzo improvviso. Ciò che prima era oscuro diventa chiaro. I frammenti sparsi trovano la loro sistemazione, vengono ordinati e compongono un disegno”.
L’American Heritage Dictionary (1993) definisce l’intuizione come: “l’atto o la facoltà di sapere o sentire senza fare uso di processi razionali; cognizione immediata”.
Uno degli elementi sorgivi delle tecniche neuromeditative, risulta essere quello di permettere al criminologo di usufruire abitualmente e non solo eccezionalmente della percezione intuitiva, in quanto la pratica delle TNM la rende una condizione abituale della coscienza.
Per quanto riguarda i correlati neuronali dell’intuizione, la ricerca neuroscientifica sulle funzioni complementari dei due emisferi cerebrali, ha fatto un po’ di chiarezza sul processo intuitivo. L’emisfero sinistro veicola principalmente la produzione linguistica, il pensiero analitico e il susseguirsi di eventi lineari e causali, mentre l’emisfero destro veicola la produzione di immagini, il pensiero olistico e gestaltico e la modellizzazione spazio-temporale (Bryden 1982; Ley 1983; Sperry 1974 e 1982). Alcuni ricercatori hanno usato questi risultati per suggerire che noi esseri umani abbiamo due modi di coscienza, uno corrispondente a ciò che chiamiamo “ragione”, associato alle funzioni del lobo sinistro e l’altro, chiamato “intuizione”, associato invece alle funzioni del lobo destro (Lee 1976). È importante ricordare che, nonostante il prevalere di un emisfero sull’altro, tutto il cervello è coinvolto in ogni funzione mentale. Una netta divisione funzionale tra gli emisferi avviene solo in soggetti con emisferi fisicamente divisi o danneggiati in conseguenza di incidenti o di operazioni chirurgiche (Sprenger e Deutsch 1981). L’intuizione è mediata dalle reti neuronali in entrambi i lobi, non solo in quello destro. Sono detti trascendentali quei processi neurocognitivi che producono l’intuizione, mettendo l’accento sul loro funzionamento transemisferiale e sulla loro capacità di coinvolgere tutto il cervello. Il corpo calloso che svolge il ruolo principale nel far convergere le informazioni da un emisfero all’altro, potrebbe essere molto importante nella genesi dell’intuito (Laughlin 1997).
Per adesso ci fermiamo qui. Continueremo nei prossimi articoli l’interessante e originale cammino di conoscenza proprio della criminologia neuromeditativa, andando sempre più in profondità con semplicità ed essenzialità. Stay tuned…